Eredità e successione. Chi non l’affronta paga le conseguenze

Giacomo PUCCINI, Luciano PAVAROTTI, Bernardo CAPROTTI, Lucio DALLA, Giovanni AGNELLI, Alberto e Aurelia SORDI, Alberto BURRI, Pietro MENNEA, Famiglia ANGELINI, ARMANI… continuo??? 

Non sono pochi i contenziosi finiti davanti al giudice, enormi patrimoni che scatenano una fame compulsiva tra coloro che hanno accompagnato il de cuius lungo la sua carriera e  la vita privata.

La storia italiana è fatta di grandi famiglie imprenditoriali che hanno affrontato interminabili diatribe, spesso con esiti funesti per il business. Non bisogna dimenticarsi che  chi va via ha grandi responsabilità nei confronti di chi resta.

I genitori, o comunque il futuro de cuius, dovrebbero essere molto chiari nelle loro indicazioni e se possibile ragionare con anticipo, non nell’ultimo mese o in stati di fin di vita, su come intendono amministrare in modo intelligente il passaggio generazionale. Non bisogna lasciare tutto nel non detto o al caso. Chi va via ha grandi responsabilità nei confronti di chi resta.

Scaramanzia o scarsa conoscenza?

La propria eredità è un bene prezioso che deve essere tutelato non solo dal punto di vista affettivo, ma anche e soprattutto da quello economico. Pensate che in Inghilterra l’80% dei cittadini pianificano la propria successione mentre in Italia solo il 20% lo fa!!! Di questo 20%, solo il 10% dispone di un testamento olografo

Cosa significa questo? Che in Italia, di quel 20% di testamenti fatti, il 10% è nullo. Si hai capito bene, è nullo perché il primo requisito del testamento olografo è, come suggerisce lo stesso nome, l’olografia della scrittura. Essa deve essere composta dalla mano del testatore, con qualsiasi mezzo e su qualsiasi materiale che sia idoneo a tener traccia della scrittura. La mancanza di tale requisito, ad esempio in caso di testamento scritto da un terzo o con macchina da scrivere, comporta la nullità del testamento. Molto spesso è la superficialità, quando non la scaramanzia, a tenere lontani dalla stesura di un testamento e, non di rado, l’omissione diventa irresponsabilità verso le persone care, che si trovano coinvolte in sgradevoli contenziosi. In realtà, il testamento, il quale può assumere vari livelli di complessità, è soltanto uno dei modi per pianificare la propria successione. Esistono strumenti alternativi ed è possibile anticipare il momento del trasferimento dei beni, mediante una donazione o altri negozi giuridici. Infatti, contrariamente a quanto molti possono pensare, il testamento non è l’unico strumento a nostra disposizione.

Negli ultimi anni, infatti, si sono moltiplicati e diffusi strumenti alternativi che ci permettono di gestire e pianificare la successione (ad es., trust, patti di famiglia, polizze), sia che l’eredità riguardi un privato cittadino che un imprenditore.  E diffidiamo dei luoghi comuni che pianificare la propria successione riguarda solo chi dispone di ingenti patrimoni, anzi, proprio i patrimoni di modeste o medie dimensioni potrebbero subire le maggiori conseguenze negative da una cattiva o mancante pianificazione successoria.  

Dobbiamo abbattere la ben nota scaramanzia atavica che caratterizza da sempre gli italiani, per i quali basta uno scongiuro per eliminare alla fonte il problema.

Ricorda che, capire i meccanismi che regolano gli investimenti, ti permetterà di evitare costosi errori (che magari stai già commettendo).

Il mio ruolo è di fornire risposte semplici e chiare ai molti dubbi in materia, offrendo un valido supporto per intervenire in maniera tempestiva ed entro i termini di legge, per pianificare i vostri patrimoni e per raggiungere i vostri obiettivi di vita

 

Ad meliora et maiora semper!

 

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