L’informazione come base di tutto

 

 

Da oltre due anni sono entrate in vigore le nuove regole sui salvataggi bancari (bail-in), con il coinvolgimento dei risparmiatori privati, ma le nostre abitudini di risparmio sembrano rimanere immutate. I depositi protetti ammontano solo al 68%. Ma ciò che mi preoccupa è la mancanza di informazione che i risparmiatori hanno su questo tema.

 

Ma partiamo con ordine e poniamoci alcune domande:

I nostri soldi depositati in un istituto bancario o in Poste Italiane sono al sicuro?

Una crisi finanziaria dell’istituto può mettere a repentaglio i risparmi di una vita?

 

 

Ci sono vari motivi per non farsi contagiare da un’eventuale crisi di panico. Ad esempio conoscere le modalità di intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi che garantisce sui risparmi degli italiani.

 

Le banche sono obbligate ad aderire a questo Fondo???

SI

 

Tutti gli istituti che esercitano congiuntamente l’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico e di esercizio del credito verso i propri clienti (famiglie e imprese) svolgono un’attività di intermediazione finanziaria.

Per svolgere questa funzione tutte le banche italiane (a eccezione delle banche di credito cooperativo che hanno comunque una garanzia “gemella” come quella del Fitd) sono obbligate ad aderire al Fondo interbancario di tutela dei depositi.

 

Se la banca dovesse fallire, cosa GARANTISCE questo Fondo?

Nel caso di una banca in crisi, il costo di quest’ultima sarà sostenuto principalmente dalle risorse interne alla banca. In questo caso si avvia una procedura di risoluzione.

Il capitale della banca in crisi viene ricostruito mediante l’assorbimento delle perdite da parte di azioni e altri strumenti posseduti da noi risparmiatori, con la possibilità di trovarci con una forte riduzione dei nostri investimenti. Se il capitale assorbito dai prodotti più rischiosi non sarà sufficiente, in ultima istanza anche  i conti deposito potranno essere intaccati.

 

 

Il principio base da memorizzare è che chi detiene strumenti finanziari più rischiosi contribuisca in misura maggiore all’azione di risanamento imposta alla banca.

 

Saranno oggetto di tutela del Fitd i conti correnti, i conti deposito (anche quelli vincolati), gli assegni circolari e i certificati di deposito nominativi fino a 100.000 euro per depositante.

Importante sottolineare come alcune somme depositate sono garantite nei 9 mesi successivi al loro accredito, a prescindere dal loro importo. In caso di un conto cointestato a due persone la garanzia del Fondo copre ogni singolo depositante, quindi l’importo massimo garantito è  pari a 200.000.

 

Ho 100 mila euro in banche differenti: si sommano?

Da Bankitalia fanno sapere che: “il limite di 100 mila euro si applica a tutti i depositi detenuti dal depositante presso la stessa banca”. Pertanto, se un correntista ha depositi bancari su banche differenti, verrà applicato per ciascun conto corrente la soglia di garanzia dei 100mila euro.

 

Morale della favola?

Qualsiasi sia la crisi che sta colpendo il settore bancario, l’intera economia o addirittura la banca dove abbiamo depositato i nostri risparmi, non c’è ragion alcuna di preoccuparsi (se sapremo gestire i nostri  risparmi in maniera consapevole e informata) o farsi prendere dal panico se i nostri risparmi sono protetti e non possono essere toccati.

La corsa agli sportelli, per paura che la banca diventi insolvente e perda i nostri soldi, è un atteggiamento irrazionale. Tale avvenimento destabilizza ancor di più la banca stessa, con la conseguenza di creare la cosiddetta corsa agli sportelli bank run (ritiro dei depositi che avviene contemporaneamente per diverse banche). In tal caso, la crisi di più istituti di credito può causare una recessione economica che non coinvolgerà solo un istituto, ma un intero paese.

 

È intelligente e razionale essere superiori a queste situazioni e agire con calma, senza soffrire troppo e inutilmente.

 

Prima di tutto sarebbe opportuno che le persone si tenessero informate. Il risparmio finanziario privato si presta facilmente a essere oggetto di attività fraudolente che hanno creato malessere economico diffuso e profondi disagi psicologici per le persone coinvolte, oltre ad aver minato la fiducia generale nel corretto funzionamento del sistema finanziario. 

L’educazione finanziaria può essere un valido strumento per il contrasto di questi fenomeni, contribuendo direttamente a immunizzare l’anello più debole del sistema: i risparmiatori.

La maggior forma di ricchezza che ognuno di noi, a prescindere dal suo conto in banca, può possedere è quella delle informazioni. Questa è la soluzione migliore. L’alternativa è di restare volontariamente ignoranti ed aspettare che qualcuno approfitti della nostra deficienza (intesa come mancanza di qualcosa, in questo caso di informazioni)

Il mio ruolo è di fornire risposte semplici e chiare ai molti dubbi in materia, offrendo un valido supporto per intervenire in maniera tempestiva ed entro i termini di legge, per pianificare i vostri patrimoni e per raggiungere i vostri obiettivi di vita

 

Vuoi saperne di più? 

 

 

 

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