Pianificazione finanziaria e costruzione del portafoglio

 

Quasi tutti i portafogli dei piccoli risparmiatori sono costruiti in modo casuale, senza una linea guida e senza una strategia ben definita, con la conseguenza di essere esposti a un alto rischio di subire sia perdite che oscillazioni di prezzo.

Al contrario invece, saper pianificare significa costruire e gestire il proprio denaro seguendo un disegno ben preciso, che ha lo scopo di minimizzare il rischio, di gestire l’incertezza tipica dei mercati finanziari e di soddisfare i propri obiettivi economico finanziari.

Ma cos’è la pianificazione finanziaria? 

La pianificazione finanziaria è quel processo che porta una persona ad analizzare i propri bisogni, inclusi quelli della sua famiglia, e le proprie aspettative di vita in modo puntuale e riducendo al minimo gli aspetti non oggettivi, questo al fine di programmare i risparmi ed i consumi per le varie dimensioni economiche della persona: previdenza per la pensione, rischio per le varie attività, investimento o indebitamento, per esempio per la casa o l’istruzione dei figli. La pianificazione è assimilabile all’organizzazione di una vacanza, dove il punto di partenza rappresenta il patrimonio e l’itinerario è rappresentato dalle soluzioni di investimento più efficienti per raggiungere l’obiettivo, che costituisce la meta. Se il viaggio non è accuratamente organizzato nei dettagli, si rivelerà una via crucis piena di imprevisti e di difficoltà. Senza un’ oculata pianificazione finanziaria la stessa cosa avverrà per i nostri patrimoni.

Quali sono i tre errori tipici che quasi sempre un investitore inesperto commette?

il primo: confondere la pianificazione finanziaria con l’asset location, che determina i pesi percentuali da attribuire a ogni prodotto presente in portafoglio. In realtà la decisione dei prodotti e delle percentuali è solo uno degli ultimi tasselli che compongono la pianificazione finanziaria, che è un processo ben più completo, come vederemo più avanti.

il secondo: quasi tutti  hanno come unico mezzo di valutazione del proprio portafoglio il rendimento, il guadagno, mentre in realtà la linea guida delle scelte economico finanziarie dovrebbe essere dettata solo dagli obiettivi economico finanziari che si desidera perseguire.

il terzo: pensare che investire e pianificare il proprio patrimonio sia un argomento per soli milionari, ma questa è una percezione assolutamente errata, dal momento che anche lo studente, il disoccupato e il pensionato hanno necessità di progettare il proprio presente e il proprio futuro economico.

Ma quali sono i passaggi per una corretta pianificazione?

  • analisi del patrimonio complessivo
  • analisi del portafoglio finanziario attuale
  • analisi previdenziale, assicurativa, immobiliare e fiscale del patrimonio
  • definizione degli obiettivi e delle necessità finanziarie
  • definizione dei vincoli personali: grado di rischio e ottica temporale
  • sviluppare e presentare le raccomandazioni di pianificazione finanziaria ed un piano di lavoro
  • monitorare nel tempo la pianificazione finanziaria realizzata e affiancare il cliente.

Ogni investitore è come un azienda e dovrebbe redigere un bilancio delle proprie attività, con lo scopo di analizzare le entrate, le uscite e la capacità di risparmio, ma anche di prendere consapevolezza dell’entità  e della distribuzione del proprio patrimonio complessivo, per verificare se è correttamente diversificato, oppure se è sbilanciato su un determinato prodotto e se è adeguato per i nostri obiettivi.

Gli obiettivi posso essere classificati in 5 categorie:

  1. Conservazione del capitale: difendere il patrimonio dall’inflazione e dalle perdite
  2. Imprevisti: creare una scorta monetaria per far fronte ad eventuali spese impreviste e prevenire assicurandosi
  3. Entrate periodiche: far lavorare il capitale per ottenere entrate periodiche
  4. Somma nel futuro: far lavorare il nostro capitale per ottenere una  cifra maggiore di quella attuale in una data futura necessaria anche per mantenere inalterato lo stile di vita post lavorativo
  5. Rendimento: consiste nel massimizzare il rendimento

Come determinare un obiettivo:

Nella tabella viene mostrato come raggiungere l’obiettivo di acquistare una auto, una casa o raggiungere il traguardo della pensione con una somma che ci permetta di vivere in serenità i nostri anni di pensione. Per esempio, l’obiettivo di acquistare un auto a 40.000 € in tre anni. Si parte da un capitale attuale di 30.000 € e con una propensione al risparmio di 2.000 € per integrare il montante iniziale, e si evidenzia come sia necessario investire in obbligazioni al rendimento del 4% lordo. Lo stesso discorso vale per la casa o per la pensione.

Durante questa fase è indispensabile valutare se il capitale disponibile permette di raggiungere gli obiettivi, senza dover forzare il grado di rischio e rispettando l’ottica temporale. Qualora l’obiettivo sia irrealizzabile è saggio non perseguirlo oppure cercare soluzioni alternative. Diventa fondamentale analizzare l’ottica temporale e la propensione al rischio

Il grado di rischio dichiarato da un investitore è spesso un concetto di difficile inquadramento e quantificazione a tal punto che quasi la totalità dei risparmiatori ne ignora i contorni  e non è in grado di valutarne la portata. Quante volte ho assistito al seguente scambio di opinioni con un cliente:

 

Consulente: Qual è il suo grado di rischio?

Cliente: Direi alto! Mi piace rischiare! si, decisamente il mio grado di rischio è medio alto!

Consulente: Quanto è disposto a rischiare di perdere per cercare di raggiungere gli obiettivi finanziari ed economici che si è prefissato?

Cliente: Ah, rischiare di perdere? No, niente… zero! Non voglio perdere neanche un centesimo!

 

In questo siparietto è ben rappresentata la criticità del concetto di rischio, che viene percepito in maniera irrazionale dal risparmiatore, dove in pochi secondi passa dall’elevata propensione al rischio zero.

Ogni traguardo da raggiungere deve essere classificato in base al proprio arco temporale e al proprio grado di rischio. Per esempio un obiettivo di conservazione del patrimonio deve essere necessariamente raggiunto mantenendo un profilo di rischio molto basso e un’ottica temporale che preveda una breve scadenza. Nessun investitore dotato di buon senso, infatti, attribuirebbe la stessa ottica temporale e grado di rischio all’obiettivo di un auto e a quello di garantire una buona istruzione universitaria ai propri figli, poiché si tratta di due obiettivi differenti dove saranno necessari prodotti finanziari, asset allocation e archi temporali differenti.

Queste decisioni devono essere prese tenendo in considerazione tanti fattori, non dimenticando che il fattore più importante è il ciclo di vita che ogni persona percorre. Il premio Nobel Modigliani ha dimostrato che c’è una stretta relazione tra l’età della persona, la capacità di produrre reddito, la propensione al consumo, la capacità di risparmio e di investire il patrimonio. Nella realtà quotidiana c’è quindi un collegamento diretto tra la fase del ciclo di vita, in cui l’investitore si trova e gli obiettivi finanziari, il grado di rischio e l’ottica temporale. Secondo questa teoria la vita di ogni investitore è divisa in cicli temporali e ogni ciclo ha specifiche caratteristiche per cui al variare dell’età potrebbero variare anche le necessità e gli obiettivi di investimento.

 

 

Un’attenta pianificazione finanziaria e il monitoraggio del bilancio familiare costituiscono un passaggio necessario per la formulazione di obiettivi di spesa, risparmio e investimento.

 

 

 

Il mio ruolo è di fornire risposte semplici e chiare ai molti dubbi in materia, offrendo un valido supporto per intervenire in maniera tempestiva ed entro i termini di legge, per pianificare i vostri patrimoni e per raggiungere i vostri obiettivi di vita

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