Qual è il miglior investimento da fare nel 2018?

 

 

La domanda, in fin dei conti, è sempre la stessa: lo faccio o continuo a procrastinare? 

Il procrastinare non è sempre un male.  Ma cosa può succedere se, invece che finire di lavare i piatti subito, lo si fa dopo una mezz’ora su Facebook? Niente. Il problema è quando decidiamo di rimandare decisioni importanti, sulla nostra salute, sulla nostra sicurezza o sulla nostra situazione economica e finanziaria accettando di essere in balia degli eventi.

La procrastinazione di solito si manifesta quando le persone hanno paura o ansia di affrontare nuove situazioni. Per sbarazzarsi di queste paure si decide di rimandare quello che si dovrebbe fare ora. Questo fa stare meglio momentaneamente, ma purtroppo la realtà alla fine torna a farsi sentire. Quando la scadenza è incombente l’ansia riappare e i procrastinatori avvertono un forte senso di colpa e vergogna. Ma per un procrastinatore estremo queste sensazioni possono diventare semplicemente un’altra ragione per  continuare a rimandare, trasformando così quel comportamento in un circolo vizioso e controproducente.

 

Renzo aveva 42 anni, oggi ne ha 53. A distanza di dieci anni ha una nuova macchina una nuova compagna e vive in un appartamento in affitto. Il suo consulente lo contattò un po’ di tempo fa al telefono, spiegandogli come, se dieci anni fa avesse accantonato 300 euro al mese in un paniere di strumenti finanziari, oggi si sarebbe ritrovato con un montante di quasi 50000 euro per la sua pensione.

Lui disse: una bella somma, ora capisco che ho sbagliato a non darle ascolto. Al che il consulente rispose: quindi Renzo cosa pensa di fare? È ancora in tempo. Se iniziasse oggi il piano in quindici anni riuscirebbe comunque ad accantonare una discreta cifra da convertire in pensione vitalizia. Renzo rispose: si capisco mi lasci parlare con la mia compagna e poi la richiamo. A oggi non ha richiamato e credo non richiamerà, Renzo è un procrastinatore, sta costantemente aspettando il momento giusto che purtroppo non arriverà mai. Procrastinare non è mai la soluzione ai nostri problemi.

 

Rinviare a domani le decisioni che potresti prendere oggi non è un modo saggio di affrontare la vita in genere e a maggior ragione quando parliamo della nostra situazione economica e patrimoniale. Posporre le proprie scelte di risparmio è un classico errore che commettono tutte le persone incerte e insicure, abituate a rinviare a domani tutte le loro decisioni, dalle più piccole alle più importanti.

Il procrastinare è dovuto anche ad una propensione diffusa di non modificare le proprie opinioni, ossia presunte certezze riguardo a qualcosa. Ad esempio le credenze verso gli investimenti.

Fare di tutta l’erba un fascio è un altro luogo comune tipico dei risparmiatori. Gli individui sono poco propensi a cambiare i loro convincimenti, io ne so qualcosa dato che tutti i giorni sono sul campo a discutere con potenziali clienti che tendono a rimanere affezionati alle loro opinioni e non sono disposti a cambiarle, neanche in presenza di una chiara evidenzia fatta di numeri, grafici, analisi, articoli ecc…

Oggi ci sono conoscenze così precise e fondate, sul funzionamento del cervello umano, da poter letteralmente prevedere e spiegare moltissimi meccanismi decisionali, e relativi comportamenti. Ma come avrai certamente compreso, le emozioni vincono sulla razionalità e questo modifica in modo determinante la percezione degli investitori nei confronti degli strumenti finanziaria.

 

Diventa fondamentale porsi alcune domande:  qual è il nostro rapporto con il denaro?  Perché parlare dei soldi in modo diverso?

La questione non è quanto denaro si abbia, ma che atteggiamento si dimostra verso ciò che si ha o che si vorrebbe avere.

Il nostro modo di vivere le relazioni, il tempo, i piaceri della vita, il successo e soprattutto il nostro rapporto con queste cose determinano la nostra condizione di prosperità, di cui il denaro è solo uno degli aspetti.

Il denaro non è un bene delle banche, non è un bene dello Stato, non è un bene del privato; esso è un bene prezioso e come tale va preservato!!!

A causa di un mondo in continuo cambiamento questo attaccamento alle abitudini può diventare un fattore penalizzante quando si mantengono in vita schemi non più validi, superati dal tempo oppure che non consentono più di rispondere alle esigenze per cui erano stati costruiti.

Per evitare di commettere un errore, per timore di non essere all’altezza o di non avere ancora abbastanza informazioni, si commette di fatto la scelta peggiore e più “sbagliata”: quella di non scegliere!

Ci sono tanti buoni motivi a favore degli investimenti:

  • ci permette di partecipare all’evoluzione di valore della società
  • nel lungo termine possiamo beneficiare di maggiori opportunità di rendimento rispetto a un conto deposito
  • ci permette di costruire un capitale per i nostri obiettivi
  • abbiamo un arma per proteggere il nostro patrimonio

Iniziare ad investire in maniera disciplinata ed oculata ci consentirà di porre le fondamenta per il nostro futuro e quello dei nostri cari.

 

Contrariamente a quello che pensa la maggior parte delle persone, non occorre essere già milionari per poter investire. Investire saggiamente il proprio denaro è uno dei metodi migliori per garantirsi uno stato di benessere e divenire finanziariamente indipendenti. La strategia di investimento basata sull’investire costantemente piccole quantità di denaro viene chiamata in gergo “effetto palla di neve” o “effetto valanga”

 


Il miglior investimento? Essere informati per conoscere e capire


 

Migliorare l’educazione al valore del denaro, alla responsabilità nei confronti del proprio destino, all’importanza delle scelte (e delle scelte mancate), che si trasformerà nel tempo nella nostra cassetta degli attrezzi. Che cos’è il denaro e come gestirlo è una competenza che si rivelerà molto importante nel corso della vita.

Porsi le domande giuste è il primo punto di partenza.

Come garantire la disponibilità delle risorse finanziarie per sostenere garantire il mio stile di vita? A fronte di una data capacità di risparmio il primo passo è una corretta pianificazione finanziaria: quanto vogliamo destinare ai consumi? Quanto vogliamo allocare per la nostra terza età? Corriamo rischi specifici dai quali è opportuno proteggersi?

Investimenti, assicurazione e previdenza integrativa sono i tre pilastri portanti sulle quali organizzare il bilancio familiare.

Compiute le scelte di base è opportuno considerare la protezione dai rischi, per garantire la capacità del nucleo familiare di far fronte a traumi e malattie. Superato questo passaggio ci si può concentrare sull’investimento in senso stretto. Almeno tre sono i criteri da prendere in considerazione.

Il primo da tenere presente è il rischio dell’investimento: in questo caso deve essere necessariamente adeguato al profilo della famiglia.

Il secondo criterio dev’essere la continuità: soltanto un impegno costante consente di accumulare, anche attraverso piccoli accantonamenti, un capitale adeguato.

Il terzo criterio concerne la combinazione di facilità e flessibilità: perché sia costante l’accumulo, l’operazione di accantonamento deve essere facile, possibilmente automatica; tuttavia anche la flessibilità va presa in considerazione, perché in alcuni momenti della vita si potrebbero incontrare difficoltà tali da inibire temporaneamente i versamenti, così come può accadere di disporre di più di quanto programmato.

Tenuto conto di questi criteri, la scelta dello strumento specifico va fatta, come per qualsiasi investimento, dopo aver acquisito un’adeguata informazione sulle opzioni disponibili. 

Possiamo prevedere con certezza i costi, possiamo cercare di controllare la volatilità rendendo efficiente un portafoglio diversificato, ma non possiamo sapere quali saranno i tassi di rendimento futuri, non fatevi ammaliare da qualche imbonitore finanziario che promette rendimenti, i migliori gestori al mondo sbagliano a fare previsioni.

Nessuno può garantirvi un rendimento certo per il futuro. Nessuno può conoscere i futuri movimenti del mercato e nessuno può quindi sapere quanto ritornerà un certo investimento fra x anni.

Non aspettate l’aumento di stipendio o la promozione o la vincita al Superenalotto. I piani di investimento migliori sono quelli che hanno davanti orizzonti temporali più lunghi. Non vi preoccupate se le vostre capacità di risparmio sono minime, ci penserà la magia della capitalizzazione composta ad accrescere incredibilmente il vostro capitale nel lungo periodo.

Non dovete essere l’investitore che giorno per giorno controlla la valorizzazione del deposito titoli, ma non dovete neanche abbandonare il portafoglio a sé stesso. Su base semestrale o annuale verificate l’andamento del vostro portafoglio, effettuate i ribilanciamenti, accertatevi che il piano di investimento è ancora coerente con i vostri piani, apportate le opportune modifiche se sono cambiati gli orizzonti temporali o il vostro profilo di rischio

Buon anno e buona pianificazione a tutti!!!

Il mio ruolo è di fornire risposte semplici e chiare ai molti dubbi in materia, offrendo un valido supporto per intervenire in maniera tempestiva ed entro i termini di legge, per pianificare i vostri patrimoni e per raggiungere i vostri obiettivi di vita

Vuoi saperne di più? 

 

 

 

 

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