Quello che non ti hanno ancora detto sulla successione

 

 

Scrivo queste righe per sensibilizzare un tema abbastanza sottovalutato in ambito familiare: la successione!

 

Ti è mai capitato di temere di perdere il patrimonio personale e famigliare a fronte di una crisi di impresa, professionale o familiare?

 

Come riportato dai dati di AIDAF (Associazione Italiana delle Imprese Familiari), il 31 %  delle imprese familiari sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione e solo il 15 per cento giunge alla terza.

Non pianificare può significare, infatti, dover affrontare lo sviluppo dell’impresa e della famiglia senza adeguati strumenti e con addirittura l’eventualità di dover affrontare e gestire: conflitti d’interesse tra i familiari, tensioni ed inefficienze organizzative aziendali, maggiori costi e scarsità di risorse finanziarie, che potrebbero seriamente compromettere la continuità dell’impresa proprio al momento della necessità della successione.

Il processo di pianificazione dovrebbe pertanto delineare il quadro di riferimento futuro per la famiglia e per l’impresa ed essere nel contempo sufficientemente flessibile e in grado di adattarsi alle dinamiche di contesto.

 

Non sono pochi infatti i contenziosi celebri finiti davanti al giudice: da Oriana Fallaci a Luciano Pavarotti, passando per Alberto Sordi e Lucio Dalla. Ville, case, tenute, opere d’arte, conti correnti e altri patrimoni che anche in presenza di un testamento mettono uno contro l’altro i parenti serpenti

 

 

Le ricerche ISTAT hanno messo in luce come il 95 % delle imprese italiane è definita “micro”, cioè aziende con meno di 10 dipendenti e facendo riferimento al solo settore industriale la percentuale rimane comunque elevata intorno al 90 %.

 

Infatti, andando a vedere la figura si può notare a colpo d’occhio come la struttura imprenditoriale del nostro paese sia fatta prevalentemente da piccole e medie imprese

 

In poche parole ci troviamo di fronte ad una realtà caratterizzata da un modello di gestione e di controllo di tipo familiare con una completa commistione  tra lavoro e vita privata  che conduce ad una serie di problemi: dal paternalismo in assenza di deleghe operative al trasferimento della cultura e dei valori familiari; dal nepotismo aziendale all’inserimento di familiari; dai conflitti a seguito dei favoritismi familiari alla presenza di familiari interessati solamente a una posizione di rendita economica; alla scelta degli eredi alla retribuzione dei familiari; dalla gestione della successione e continuità aziendale alla difficoltà da parte dei figli di subentrare al posto del padre che ha modellato l’azienda sulla propria visione esistenziale e strategica.

Inoltre, la tipica azienda padronale è caratterizzata dai seguenti elementi: 

tutti fanno tutto,  famiglia e lavoro sono tutt’uno

 

Rientrano in questa tipologia le ditte individuali, le aziende artigianali, i laboratori, i negozi.

 

La successione generazionale è sia un problema di sopravvivenza dell’impresa che un problema personale dei familiari coinvolti. Per garantire la competitività dell’impresa e del patrimonio familiare è, dunque, necessario pianificare per tempo e in modo strategico il passaggio di consegne tra l’imprenditore e l’erede, valutandone con attenzione i principali rischi e le potenziali opportunità.

Il passaggio generazionale è, infatti, un processo dove entrano in gioco numerosi fattori fiscali, amministrativi e giuridici, senza poi sottovalutare i rapporti psicologici tra le persone coinvolte che vedranno sovrapporsi la realtà familiare con quella aziendale.

 

 

È indubbio che il passaggio generazionale possa assumere caratteristiche molto diverse a seconda della situazione finanziaria del gruppo familiare, sia dal punto di vista dell’ammontare del patrimonio complessivo sia dal punto di vista della sua distribuzione tra vari asset.

La varietà delle attuali composizioni familiari e della gestione integrata tra famiglia e impresa rende inutile vendere un prodotto o un servizio, se esso non è coordinato con la reale esigenza del cliente rispetto alle relazioni familiari e alla tipologia di composizione patrimoniale.

Questo soprattutto quando non sia pianificata la possibilità di un evento negativo, quale la premorienza di un socio, la gestione di un patrimonio assegnata ai figli minori, la partecipazione ad una azienda di un erede scomodo.

Quindi pianificare la tutela e la trasmissione del proprio patrimonio è un operazione complessa che per essere efficiente ed efficace deve essere necessariamente eseguita all’interno di un progetto integrato.

Parlare di rendimenti è riduttivo, se poi di fronte ad un evento imprevisto non siamo in grado di garantire la possibilità ai nostri figli di continuare gli studi, di inseguire un sogno o garantire un tenore di vita adeguato.

 

Le decisioni da prendere oggi giorno sono tante!!!

 


Quali e quanti possono essere gli strumenti per una corretta gestione del patrimonio?

In che modo vengono determinati gli eredi di una persona defunta?

Quali sono le modalità per dividere il patrimonio del defunto tra gli eredi?

A quali aspetti bisogna prestare attenzione nella stesura di un testamento?

Come reagirà la banca del defunto?


 

Il mio ruolo è di fornire risposte semplici e chiare ai molti dubbi in materia, offrendo un valido supporto per intervenire in maniera tempestiva ed entro i termini di legge, per pianificare la successione in vita o nel caso di morte di un familiare o di un conoscente.

Vuoi saperne di più?

 

 

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